da venerdì 26 febbraio a domenica 14 marzo 2010
COMPAGNIA MARIO CHIOCCHIO
presenta
Peppe Barra
ne
Le follie del monsignore
commedia teatrale in due atti di Peppe Barra, Paolo Memoli, Lamberto Lambertini
con la partecipazione di Patrizio Trampetti
personaggi e interpreti:
Meneca Peppe Barra
monsignor Perrelli Patrizio Trampetti
musiche eseguite dal vivo Ciro Cascino
scene Aldo Cristini
costumi Annalisa Giacci
musiche Patrizio Trampetti
regia Peppe Barra
Peppe Barra riporta in scena la storia del mitico monsignor Perrelli, un personaggio realmente esistito nella Napoli del Settecento, che fece tanto scalpore all’epoca da diventare una leggenda metropolitana, tramandata attraverso la cultura orale. Di questa figura rimangono proverbiali, ad esempio, i suoi famosi cavalli, per i quali, mentre muoiono dolosamente di fame, esclama: «Peccato, sono morti proprio quando stavano imparando a vivere senza mangiare!».
Le follie del Monsignore – questo il titolo del testo scritto dallo stesso Barra con Paolo Memoli e Lamberto Lambertini – si rifà a quella commedia di Francesco Gabriello Starace che Eduardo De Filippo portò in scena nella stagione di riapertura del ricostruito San Ferdinando nel 1954, con la sorella Titina – alla sua ultima interpretazione – per la regia di Roberto Rossellini. Ma sposta il baricentro dei caratteri sul personaggio di Meneca, interpretato dallo stesso Barra, la perpetua pettegola, tenera, affettuosa, vigile, brontolona e golosa come il suo padrone, che, con il suo modo di parlare popolare e la sua gestualità più antica, fa da contrappunto comico alle smemoratezze, i peccati di gola, le manie e le follie del monsignore.
A vestire i panni di monsignor Perrelli è Patrizio Trampetti, autore anche delle musiche eseguite dal vivo da Ciro Cascino al pianoforte e alle tastiere. L’allestimento, prodotto dalla compagnia Mario Chiocchio, è firmato da Annalisa Giacci per i costumi e Aldo Cristini per le scene.
Monsignor Perrelli è un personaggio realmente esistito nella Napoli rivoluzionaria del 1799, che fece tanto scalpore all’epoca da diventare una leggenda metropolitana, tramandata attraverso la cultura orale.
Il personaggio inventato da Peppe Barra, in collaborazione con Lamberto Lambertini e Paolo Memoli, diventa del tutto immaginario, raccontato dalla perpetua Meneca, la quale, attraverso il suo modo di parlare popolare e la sua gestualità più antica, fa da contrappunto alle stramberie di monsignor Perrelli.
Il risultato è comico: un continuo gioco e divertimento col pubblico, che è, poi, la caratteristica del mio fare teatro.
COMPAGNIA MARIO CHIOCCHIO
presenta
Peppe Barra
ne
Le follie del monsignore
commedia teatrale in due atti di Peppe Barra, Paolo Memoli, Lamberto Lambertini
con la partecipazione di Patrizio Trampetti
personaggi e interpreti:
Meneca Peppe Barra
monsignor Perrelli Patrizio Trampetti
musiche eseguite dal vivo Ciro Cascino
scene Aldo Cristini
costumi Annalisa Giacci
musiche Patrizio Trampetti
regia Peppe Barra
Peppe Barra riporta in scena la storia del mitico monsignor Perrelli, un personaggio realmente esistito nella Napoli del Settecento, che fece tanto scalpore all’epoca da diventare una leggenda metropolitana, tramandata attraverso la cultura orale. Di questa figura rimangono proverbiali, ad esempio, i suoi famosi cavalli, per i quali, mentre muoiono dolosamente di fame, esclama: «Peccato, sono morti proprio quando stavano imparando a vivere senza mangiare!».
Le follie del Monsignore – questo il titolo del testo scritto dallo stesso Barra con Paolo Memoli e Lamberto Lambertini – si rifà a quella commedia di Francesco Gabriello Starace che Eduardo De Filippo portò in scena nella stagione di riapertura del ricostruito San Ferdinando nel 1954, con la sorella Titina – alla sua ultima interpretazione – per la regia di Roberto Rossellini. Ma sposta il baricentro dei caratteri sul personaggio di Meneca, interpretato dallo stesso Barra, la perpetua pettegola, tenera, affettuosa, vigile, brontolona e golosa come il suo padrone, che, con il suo modo di parlare popolare e la sua gestualità più antica, fa da contrappunto comico alle smemoratezze, i peccati di gola, le manie e le follie del monsignore.
A vestire i panni di monsignor Perrelli è Patrizio Trampetti, autore anche delle musiche eseguite dal vivo da Ciro Cascino al pianoforte e alle tastiere. L’allestimento, prodotto dalla compagnia Mario Chiocchio, è firmato da Annalisa Giacci per i costumi e Aldo Cristini per le scene.
Monsignor Perrelli è un personaggio realmente esistito nella Napoli rivoluzionaria del 1799, che fece tanto scalpore all’epoca da diventare una leggenda metropolitana, tramandata attraverso la cultura orale.
Il personaggio inventato da Peppe Barra, in collaborazione con Lamberto Lambertini e Paolo Memoli, diventa del tutto immaginario, raccontato dalla perpetua Meneca, la quale, attraverso il suo modo di parlare popolare e la sua gestualità più antica, fa da contrappunto alle stramberie di monsignor Perrelli.
Il risultato è comico: un continuo gioco e divertimento col pubblico, che è, poi, la caratteristica del mio fare teatro.
| Date di rappresentazione | |||||
Giorno |
Orario |
Turno |
|||
| venerdì | 26 febbraio | 2010 | 21 | Verde | prima |
| sabato | 27 febbraio | 2010 | 21 | Arancione | |
| domenica | 28 febbraio | 2010 | 18 | Rosso | |
| lunedì | 1° marzo | 2010 | 21 | Blu | |
| martedì | 2 marzo | 2010 | 17.30 | Grigio | |
| giovedì | 4 marzo | 2010 | 21 | Azzurro | |
| venerdì | 5 marzo | 2010 | 21 | Marrone | |
| sabato | 6 marzo | 2010 | 21 | Rosa | |
| domenica | 7 marzo | 2010 | 18 | Bianco | |
| lunedì | 8 marzo | 2010 | 21 | Lilla | |
| martedì | 9 marzo | 2010 | 17.30 | Giallo | |
| giovedì | 11 marzo | 2010 | 21 | Beige | |
| venerdì | 12 febbraio | 2010 | 21 | Celeste | |
| sabato | 13 febbraio | 2010 | 21 | Fucsia | |
| domenica | 14 marzo | 2010 | 18 | Turchese | |
Il Trianon è un teatro all'italiana, dalla acustica perfetta, che offre una programmazione di spettacoli e manifestazioni sulla canzone e il teatro musicale napoletano. Dall'aprile del 2006 è un teatro pubblico della Regione Campania e della Provincia di Napoli, diretto da Nino D’Angelo.
Dedicata al grande commediografo e attore Raffaele Viviani, la struttura ha assunto il nome di teatro del popolo Trianon Viviani.
Dedicata al grande commediografo e attore Raffaele Viviani, la struttura ha assunto il nome di teatro del popolo Trianon Viviani.
Il botteghino è aperto tutti i giorni feriali tranne il mercoledì:
- dalle ore 10:00 alle ore 13:30
- dalle ore 16:00 alle ore 19:30
Per contatti diretti:
- email:boxoffice@trianonviviani.it
- telefono: 081/2258285, interno 1
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Lacreme Napulitane
Le interviste a Nino D'Angelo e Maria Nazionale rilasciate alla emittente Canale 9 per la presentazione dello spettacolo "Lacreme Napulitane". Per guardare i video clicca quiIl teatro è climatizzato e ha un parcheggio convenzionato (il San Francesco, nella piazza omonima dov’è la pretura nei pressi di porta Capuana, tel. 081-20 19 65) con un servizio gratuito di navetta, prima e dopo lo spettacolo, curato da Radiotaxi Blu 081-88 88.




